Storie | #StorieDalGiro

Abbiamo una storia
e delle storie da raccontare

“Noi siamo una squadra, a noi piace la salita, è una cosa fantastica. Questa scritta l’abbiamo fatta per la nostra terra, l’Abruzzo. Abbiamo avuto un po’ di vicissitudini ma si riparte. Piano, piano”.

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“Vengo da Napoli, mia moglie avrebbe dovuto seguirmi in macchina, ma purtroppo non l’hanno fatta salire con l’auto. Sono un appassionato, tifoso è una parola che non mi piace, non si adatta bene al ciclismo, per me il tifo è una forma di fondamentalismo, non mi fa impazzire. Chiaro, se vince Nibali mi fa piacere, ma il bello della bicicletta è che vince comunque il più forte, la bici non mente”.

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“Il mio fidanzato lavora con la RAI e io ne approfitto per seguire il Giro. Ora dovrò andare qualche giorno a  Roma per lavoro, ma poi torno”.

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“Da ragazzino ero rapito dall’eterna lotta tra il Cannibale e Gimondi. Sono 2 figure che mi hanno colpito molto e a cui ripenso sempre quando guardo il Giro. Provo a immaginare cosa potrebbero fare quei 2 mostri sacri oggi con la tecnologia, le comunicazioni con la squadra e tutto il resto. Di solito la corsa la guardiamo in Tv, ma oggi era vicino a dove abitiamo e così siamo venuti di persona. Ne abbiamo approfittato per fare un’escursione a piedi, abbiamo fatto già una decina di chilometri. Siamo partiti stamattina e poi rientreremo prima che faccia buio.”

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“Questa bici è in legno, l’ho costruita io. Sono un artigiano e 3 anni fa, per gioco, mia figlia, anche lei appassionata di ciclismo, mi ha sfidato a costruire una bici in legno. Nel giro di pochi mesi realizzai il primo prototipo. All’inizio aveva alcuni difetti, poi riuscii a perfezionarla e ora credo di aver raggiunto un buon risultato. Ho fatto anche delle gare con questa bici. Ho partecipato perfino ad alcune Granfondo“.

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“Prima ero un ciclista, ora mi è venuta un po’ di pancia e tra il lavoro e altro ho dovuto abbandonare. Quando avevo 25 anni c’era il Panta e quando correvo in bicicletta pensavo sempre a lui. Ricordo quando lui vinse a Campo Imperatore, non ricordo bene l’anno, poteva essere il ’95 o il ’96, era maggio ma c’era ancora la neve e io e un mio amico salimmo in bicicletta. C’era un tempo da lupi. Fu magnifico!”.

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“Corro in bicicletta nella categoria Elite. Pratico il ciclismo da quando avevo 18 anni, ma sono solo 2 anni che corro. Avevo iniziato in MTB con mio papà e poi ho iniziato a fare le Granfondo. Ho fatto la salita insieme a Moser e Ballan ed è stato un onore perché correre accanto a campioni simili è un’emozione incredibile!”.

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“Il bello del Giro è che fai amicizia con tutti quelli che passano. Puoi berci insieme, mangiare un panino. Il bello del ciclismo è questo. Tutti lo guardano, nessuno tifa contro nessuno, siamo tutti qui per la tappa, siamo tutti amici di tutti…e poi siamo tutti Polli!”.

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“Siamo della provincia di Siena, dal Monte Amiata, siamo partiti questa mattina, abbiamo fatto una salita fermandoci ad ammirare il paesaggio, i compagni di salita, abbiamo festeggiato con qualche avventore che abbiamo trovato lungo la strada e siamo arrivati fin qui. Il palloncino doveva essere un aiuto per la salita, ma forse non lo è stato”.

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