Storie | #StorieDalGiro

Abbiamo una storia
e delle storie da raccontare

“Io sono di qua, non sono Dalì”.

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“Nel 2003 il Giro partì da Policoro. Ero piccolino e Marco Pantani mi fece l’autografo su un cappellino. Fu il suo ultimo giro d’Italia. Ce l’ho ancora…Ora tifo per Domenico Pozzovivo. Un po’ perché è lucano, un po’ perché lo conosco. Correvo in bicicletta, mio zio è meccanico della Nazionale under 23. Ora ho smesso, ho 28 anni, ma quando posso prendo la bici ed esco: la passione c’è sempre”.

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“Io sono sempre vestito così, oggi però il mio abbigliamento è dedicato al Giro d’Italia. Per uno sportivo come me è un rito. A quest’ora di solito si segue il Giro. Il vero sportivo dopo pranzo si mette davanti alla TV e guarda l’arrivo della corsa. Sono un tifoso, lo sono sempre stato. Prima di tutto del “Trullo volante”: Leonardo Piepoli, ma anche di Saronni, Moser, Battaglin, Simoni, Nibali, Aru…ma vado anche in bicicletta. Vedi questa bici era del mio papà, l’ho restaurata, ha i freni a bacchetta. Era una bici da lavoro, perché le biciclette sono nate per lavorare”.

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“Questa sfumatura rosa l’ho fatta prima di sapere che il Giro sarebbe passato da qui. Sono avanti!”.

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“Sono di Alberobello, faccio il cameriere, è la prima volta che vedo il Giro. Non l’avevo mai seguito prima, neanche in TV. Sono appassionato di sport, ma preferisco praticarli piuttosto che guardarli”.

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“Questo è territorio Borbone. Luigi di Borbone, fratello di Ferdinando II, ribattezzò queste terre “Luigiane” e questa è la bandiera del Regno delle due sicilie”.

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“Mio nonno stava male, era obbligato a stare sul divano, eppure, per il giro, ritornava vivo. Un giorno la TV era accesa, sintonizzata su una tappa, Pantani attaccò in salita e lui, nonostante la malattia, si alzò in piedi. Io ero bambina, quella scena mi rimase impressa, mi resi conto di quanta forza ed emozione ci sia dietro questo sport. Qualcosa che va oltre”.

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“Ho cominciato a seguire il ciclismo grazie a mio nonno. Ero piccolino, poteva essere  il ’98 o il ’99, c’era il Pirata. Poi ebbi una grossa delusione con Riccò: credevo potesse ripercorrere le orme di Marco. Quando venne squalificato fu una mazzata. Per fortuna poi è arrivato Nibali. Ha riportato l’Italia al posto che le compete. L’Italia rappresenta la storia del ciclismo”.

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“Sono qui per catturare il Giro sulla mia telecamera, monterò il video e poi lo giro al canale web per cui lavoro”.

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