Storie | #StorieDalGiro

Abbiamo una storia
e delle storie da raccontare

“Non sono una grande esperta, ma sono contenta che quest’anno il Giro venga in Sicilia. Sono siciliana, ma purtroppo, o per fortuna, vivo fuori. Sono molto legata alla mia terra e sono felice che i miei conterranei possano partecipare a questo evento meraviglioso ma soprattutto che altre persone possano apprezzare la bellezza, la cultura, la storia della mia regione.”

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“Sono nato a Brescia e ricordo quando mio padre mi portava a guardare le tappe, soprattutto quelle di montagna, Montecampione, al Tonale, Ponte di Legno. Il giro d’Italia è davvero Storia, mi fa tornare indietro e mi racconta quella che è stata la mia prima vera esperienza da inviato. Ne feci 2 per una radio: quello del 2000 e poi ancora l’anno dopo. Per me vedere Pantani, stare vicino ai corridori fu un’emozione fortissima. Per me il ciclismo è una passione vera. E’ dentro di me. Ora che sono al seguito del Giro proverò sicuramente a vedere delle tappe. Non sopporterei di stare qui 3 settimane senza vedere nessuna tappa dal vivo. Ne ho già messo nel mirino alcune di montagna. Il sud è meraviglioso, il panorama è splendido, il clima è stupendo ma per me il Giro son le montagne. Nel 2000 salii sull’Izoard, ero davanti alla corsa. Salire e vedere quel muro di persone fu qualcosa di indimenticabile. La salita, la fatica, il racconto, l’epica che c’è dietro il ciclismo e poi la bicicletta: se ci pensi se pedali puoi solo andare avanti…”.

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“In Giappone questa settimana si chiama “Golden Week”. E’ una settimana di festa e sono venuta qui in vacanza. Sono una tifosa di ciclismo e seguirò l’inizio del Giro in Sardegna.  A me e alle mie amiche Michele piaceva moltissimo, era simpatico e quando è mancato siamo state molto, molto tristi. Abbiamo pensato soprattutto alla sua famiglia e se fosse possibile vorremmo aiutarla. Abbiamo fatto questo striscione e questa maglietta e, insieme al nostro gruppo, abbiamo raccolto una piccola somma di denaro. Ieri abbiamo chiesto all’Astana di consegnarla alla famiglia: non è molto, ma vorremmo dare un aiuto”.

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“Scusatemi. Sono rimasta incantata davanti alla natura di questo posto”.

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“Ieri abbiamo fatto la tappa da Olbia a Tortolì. I paesaggi sardi sono meravigliosi: la Sardegna è un paradiso terrestre. Sono luoghi incantevoli, abbiamo ancora negli occhi i paesaggi dell’Ogliastra di quando il giro passò da queste parti l’ultima volta. Potevamo avere sei, sette anni, è il primo ricordo che mi viene in mente se penso al Giro d’Italia”.

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“Questo è il primo Giro da spettatore dopo 20 anni con il numero sulla schiena. In realtà i primi da spettatore li ho fatti da bambino. Mi ricordo il giro di Gianni Bugno, dal primo giorno fino all’ultimo in Maglia Rosa. Con quel Giro iniziai a sognare di vestire la maglia del leader della Corsa in rosa. Fino al 2000.Quell’anno vinsi a Peschici, che farà da arrivo di tappa anche quest’anno, e riuscii a coronare il mio sogno. Queste sono le cartoline più belle della mia storia al Giro. Mi auguro che anche quest’anno il Giro offra delle meravigliose cartoline per il ciclismo e per l’Italia”.

Matteo Tosatto – corridore professionista dal 1997 al 2016.

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“L’abbiamo trovata in strada pochi giorni fa e non abbiamo potuto fare a meno di tenerla. Oggi volevamo vedere il Giro, non possiamo lasciarla a casa sola e ci siamo organizzati: ha la sua borsetta, il latte, che le diamo ogni 2 ore, ma proprio non ne vuole sapere. Pensavamo di restare per vedere la tappa ma dovremo tornare indietro. E’ un peccato perché era da tanto che il giro non veniva in Sardegna e chissà quando ci ritornerà, ma per prendersi cura di lei questo e altro”.

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“Sono toscano, ma mi sono trasferito in Sardegna nel 1983. Da ragazzino il giro passava spesso dalle mie parti. Ne sono sempre stato innamorato, come mi piacevano i tempi di Moser e Saronni… Qui in Sardegna purtroppo è passato raramente e allora mi consolo praticandolo. Ad andare in bicicletta ci vuole costanza: non bisogna mollare mai. Se stai 10 giorni fermo poi vai K.O.”.

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“Io appartengo alla guardia della milizia reale Tortoliese. E’ un costume del fine ‘700, inizio ‘800. A quei tempi i nobili della guardia portavano questo corpetto rosso. Sono pochissimi i documenti storici che sono rimasti, ma per fortuna abbiamo molti quadri che rappresentano il costume e siamo riusciti a riprodurlo fedelmente. Ogni ceto sociale aveva i propri abiti e ogni occasione richiedeva un vestito particolare. Io seguo il Giro sin da quando ero bambino, oltre ad essere un appassionato mi piace il fatto che si possano ammirare tutte le bellezze che l’Italia offre. Inoltre il ciclismo è tradizione, per questo oggi mi sembrava giusto portare un po’ della nostra qui. E’ un’occasione per la Sardegna”.

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