Storie | #StorieDalGiro

Abbiamo una storia
e delle storie da raccontare

“Mio padre lavorava di notte in miniera e di giorno si allenava e correva. Lui era dilettante e per non andare via dalla Sardegna ha sempre rinunciato a diventare professionista. Poi però siamo dovuti andare via lo stesso, perché nel ’68 han chiuso le miniere e abbiamo dovuto emigrare. Nel 2013 siamo tornati in Sardegna, e ho cercato un luogo per la mia collezione. Sono 45 anni che colleziono. Ho cominciato da bambino, alla Sanremo, nessuno raccoglieva, io sì. La mia “pazzia è cominciata lì”.

Marcello Murgia, figlio di Antimo Murgia – Museo della Borraccia e del ciclismo

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“Sono la mamma di Simone Petilli, corridore della Lampre al primo anno. È una settimana che non lo vedo perché l’ho seguito sulle tappe Dolomitiche ma adesso me lo riporto a casa. Simone ha cominciato a pedalare tardi, a quindici anni, poi si è appassionato e ha proseguito. Io l’ho sempre incitato. Simone non sapeva se sarebbe riuscito a concludere il suo primo Giro d’Italia e adesso che  siamo qui a Torino direi che l’impresa è riuscita. Io invece l’ho vissuta con una dose di ansia e preoccupazione pari alla felicità di vedere il sogno di mio figlio realizzato.”

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“Siamo studenti fuori sede qui a Torino, messinesi come Nibali. Oggi abbiamo fatto questo striscione in suo onore perché è un campione che vale. Nibali è Nibali.”

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“A carnevale ho fatto questo vestito da squalo, poi strada facendo questo Giro si è ribaltato e ho pensato che il vestito potesse tornare utile ed eccomi qua. In realtà sarebbero dovuti venire anche i miei amici ma alla fine sono venuto in solitaria da Lecco, uno squalo d’acqua dolce.”

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“Sono qui a fare il tifo ma corro per una squadra di dilettanti. Ormai siamo internazionali, ho scritto la maglia in inglese perché bisogna farsi capire da tutti. E poi spero tra poco di essere anch’io in gruppo con loro!” 

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“Sono arrivato fin qui a cavallo, ho fatto più di 100km. Il cavallo l’ho preso proprio per questa occasione… Vuoi non venire a fare il tifo per bene?”

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“Ieri abbiamo fatto il Colle dell’Agnello e oggi siamo qui a Sant’Anna di Vinadio. Sono molto stanco, il fisico dopo due giorni così comincia a risentirne. La passione ti fa alzare presto e non pensi di essere stanco ma già a metà giornata inizi ad accusare il colpo. Stasera torniamo a casa, mia moglie mi aspetta e pensa che sono un po’ matto ma vado in giro con gli amici di una vita e perdo tempo cosi. Però è bellissimo.”

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“È il cavallo ciclista questo! Lo portiamo al Giro e al Tour ma anche alla Milano -Sanremo e al Giro di Lombardia.”

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“Guardavamo la natura che qui è bellissima. Ci sono camosci, cervi… Se hai l’occhio li vedi tutti. I corridori li vediamo anche senza binocolo!” 

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