Storie | #StorieDalGiro

Abbiamo una storia
e delle storie da raccontare

“Vengo dal Parco Nazionale degli Abruzzi”

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“E’ mio cugino. Ne vado fiero. Siamo cresciuti insieme, lui andava in bici insieme al fratello. Vincevano un sacco di gare mentre io ero della generazione dei pallonari: calcio, calcio e basta e alla fine ecco come è andata a finire. Di calcio non si vive.” 

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“E’ la terza volta che vedo passare il Giro d’Italia, la volta scorsa è stato 29 anni fa, ma il primo non me lo ricordo. Ho 80 anni. Non sono mai andato in bici, ma pratico ancora lo sci di fondo. Si fatica, ma non come i ciclisti. Il fondo sono 10 km, 20. Questi ne fanno di più.” 

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“Sono stata trascinata qui dal fidanzato. Ma ne vale la pena, per il Giro questo e altro.”

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“Tifiamo un po’ per tutti. L’importante è tifare per il ciclismo”

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“Sono qui per il servizio traffico, ma in realtà mi piacciono tutte quelle cose tecniche: le telecamere, i microfoni, gli amplificatori.”

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“Seguo poco il ciclismo, ma sono contenta di essere venuta a suonare qui.”

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“Vengo dalla Slovacchia, è la mia prima volta al Giro. E’ un’esperienza bellissima. L’atmosfera è meravigliosa e io sono molto felice.” 

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“Da bambina quando le domeniche di maggio andavo a trovare i nonni, la TV era sempre sintonizzata sul Giro. Non era possibile vedere altro, lo si seguiva anche durante il pranzo. Il ciclismo ha sempre fatto parte della mia famiglia. Il mio babbo ne è sempre stato un grande appassionato. Tutte le bici che ho avuto le aveva costruite lui, comprava i pezzi e li assemblava. Tutte le volte che pedalo, lo sento ancora più vicino.”

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