Diego Valente, Author at #StorieDalGiro | Pagina 15 di 19

A me il Giro piace, a lui non so

“A me il Giro piace, a lui non so. Ero piccolo e i ciclisti arrivavano sul chilometro più bello d’Italia. Mi ricordo il podio. Gimondi mi fece un autografo. Devo averlo ancora da qualche parte”.

Noi e Vincenzo

“Vincenzo ci ha fatto appassionare a questo sport. L’anno scorso recuperò 5 minuti in 2 tappe e poi quella tappa in cui vinse con tutta quella neve. E’ stato bellissimo!”

Mi bastano due ruote

“Corro, pedalo, mi diverte, mi fa stare bene. Poco tempo fa mi sono fatta male, un infortunio, ma io non smetto di correre, né in bici, né a piedi. E’ la testa che mi porta, è il cuore che mi dà la forza, altro non mi interessa. Mi basta avere due ruote e la voglia di correre nelle mie gambe!”.

Spinning in rosa

“Sono uno sportivo, amo lo sport. Giocavo a calcio, ma la bicicletta è sempre stata una mia passione. Faccio spinning, lo insegno dal ’93. Non è la stessa cosa, ma aiuta a tenersi in forma. Del Giro ho tanti ricordi. Ho 63 anni e ho fatto in tempo a vedere tanti campioni: Magni, Coppi e quello che ha un posto speciale nel mio cuore, Pantani. Poi abbiamo il nostro siciliano DOC, Nibali che, insieme a Visconti, ammiriamo tanto. E’ uno dei grandi, ma speriamo diventi ancora più grande”.

Maurizio Fondriest

“Era il 1995, ero alla Lampre e si partiva dalla Puglia per arrivare all’arrivo di tappa di oggi: Terme Luigiane. È un arrivo in salita di circa 1 km, anche meno, adatto alle mie caratteristiche. Misi la squadra già dall’inizio a lavorare per tenere il gruppo compatto e riuscii a battere tutti. Oggi, quindi, è un po’ una giornata speciale per me. A dirla tutta, è proprio il Giro100 ad essere speciale. Finora mi sembra il più bello. Siam partiti dalla Sardegna, non è la prima volta che si partiva da lì, prima nel ’91 e poi nel 2007, però è la prima volta che si parte dalla Sardegna per poi andare in Sicilia e risalire tutto lo stivale. Fare entrambe le isole non è facile a livello organizzativo, ma ne è valsa la pena, finora è stato tutto bellissimo, la risposta della gente è stata magnifica. Non c’è modo migliore per valorizzare il nostro splendido Paese. E poi il Giro100 passerà anche da Cles, il mio paese, quindi…è perfetto!”.

Maurizio Fondriest – Campione del Mondo 1988

Beppe Braida

“Non posso dirmi un appassionato di ciclismo, non lo seguo tantissimo. Non più almeno. Per me il giro era Pantani. Un campione vero. Ero un suo grande tifoso. Ora mi risulta più difficile. Non riesco ad appassionarmi alle tappe. È più facile in quelle di montagna, dove vedi la grande fatica che fanno questi atleti e lì non puoi che avere stima e ammirazione per loro”.

I gemelli

”L’ultima volta che il Giro fece tappa a Cefalù in maglia rosa c’era Francesco Moser. A casa abbiamo una bellissima foto mentre attraversa le strade della nostra città. Dietro si intravede nostro padre”.

Il ragazzo di Borgata

“La mia gioventù è legata al Giro d’Italia. Vivevo in una borgata, eravamo tanti ragazzi, ognuno aveva il suo beniamino: chi aveva Motta, chi Gimondi, chi tifava per Merccx o Anquetil. La rivalità tra ragazzi si riduceva a questo. Passavamo le serate davanti al bar a cercare di convincere li altri che il nostro beniamino fosse il migliore. Poi è passato del tempo, siamo cresciuti, ci siamo divisi, ognuno ha preso la sua strada, ma nessuno di noi ha mai abbandonato il proprio idolo. Io amavo Anquetil. Era elegante, aveva una classe particolare. Partiva col suo passo e poi andava a prendere tutti. Era meraviglioso”.

Alice nella regione delle meraviglie

“Non sono una grande esperta, ma sono contenta che quest’anno il Giro venga in Sicilia. Sono siciliana, ma purtroppo, o per fortuna, vivo fuori. Sono molto legata alla mia terra e sono felice che i miei conterranei possano partecipare a questo evento meraviglioso ma soprattutto che altre persone possano apprezzare la bellezza, la cultura, la storia della mia regione.”

“Da qualche anno a questa parte il ciclismo mi ha preso sempre più, lo seguo e lo pratico. Faccio tanti chilometri insieme ad altri “giovani vecchi” di una certa età. Di solito pedaliamo nei dintorni di Milano, verso Pavia, Morimondo…ogni tanto andiamo a fare qualche salitina, ma a 60 anni bisogna saper moderare le prestazioni, anche se il mio sogno è fare la 9 colli l’anno prossimo. Per me il Giro è il Panta, non ce n’è come lui, è stata la scintilla che mi ha fatto scattare questa passione”.

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“Sono innamorato del ciclismo da quando ho 15 anni e seguo il Giro da quando ne ho 16. I primi li seguivo in bicicletta, poi, una volta presa la patente, ho potuto allungare le distanze. L’idea è sempre stata quella di seguirlo in tenda, dormendo sui passi. Nel 2004, insieme a un amico e alle rispettive ragazze e al mio cane, decidemmo di dormire in tenda in cima al Gavia a 2600 mt. Caso volle che quella notte ci fu una tormenta di neve. Arrivammo verso mezzanotte, senza catene, slittando a destra e manca. Ci fermammo a 1 chilometro e mezzo dall’arrivo e in qualche modo fissammo le tende e ci buttammo dentro, usando il cane come calorifero naturale. Alla mattina ci alzammo con 30 cm di neve e realizzammo di aver fissato la tenda a 10 cm da un burrone. L’ho fatto per diversi anni, quello era il modo in cui vivevo il giro fino a qualche anno fa. Poi mi sono imborghesito e ora sono costretto a seguirlo da qui. La passione è ancora tanta però”.

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“Io sono di Firenze, lei di Milano. Così siam riusciti a vedere le tappe a Firenze, qui, e andremo a vedere il gran finale a Milano. Il ciclismo ci piace per il contatto con la natura e il senso di libertà”.

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“Abito qua intorno, nelle montagne bergamasche. Ho fatto un giro e ora scendo e rientro verso casa. Una bella doccia, mangio e inizio a guardare la tappa in TV. Oggi passano proprio sotto casa mia, così, quando il gruppo si avvicinerà, scenderò a vederli dal vivo.”

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“Appassionato è una parola grossa. Secondo me il Giro è bello soprattutto per scoprire l’Italia, i paesaggi. Qui, per esempio, non ero mai stato”.

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“Ogni anno vengo a vedere il giro e ogni anno mi travesto. Un anno ho messo le pinne, la muta e quest’anno son venuto in accappatoio. Sono un tifoso del Giro e sono amico di Nizzolo. Dovevo farmi vedere da lui, ma si è ritirato.”

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“Tre anni fa ero qui con il ragazzo che frequentavo a quel tempo. Erano 3 giorni che stavamo insieme. Per assurdo oggi ho incontrato un gruppo di amici che mi ha detto che c’era anche lui. Fortunatamente ci eravamo lasciati in buoni rapporti. Oggi, neanche farlo apposta siamo qua. L’ho incontrato e abbiamo fatto la salita insieme. E’ stato piacevole”.

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“Siamo un gruppo di colleghi e amici, però accogliamo tutti. E’ la prima tappa che seguiamo quest’anno. L’anno scorso abbiamo fatto il colle dell’Agnello e oggi siamo venuti qui. Purtroppo è l’unico arrivo in salita in Piemonte, seguiremo solo questa tappa, col lavoro è complicato. Abbiamo voluto fare questo striscione che riassume un po’ il nostro spirito: ciclismo genuino. Finita la pedalata, si va a mangiare!”.

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“Siamo qua da qualche ora, mi ero seduta qui a rilassarmi. Sono venuta sia quando vinse il Pirata sia 3 anni fa quando vinse un italiano”.

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