Diego Valente, Author at #StorieDalGiro | Pagina 16 di 19

Fabio Tavelli

“Sono nato a Brescia e ricordo quando mio padre mi portava a guardare le tappe, soprattutto quelle di montagna, Montecampione, al Tonale, Ponte di Legno. Il giro d’Italia è davvero Storia, mi fa tornare indietro e mi racconta quella che è stata la mia prima vera esperienza da inviato. Ne feci 2 per una radio: quello del 2000 e poi ancora l’anno dopo. Per me vedere Pantani, stare vicino ai corridori fu un’emozione fortissima. Per me il ciclismo è una passione vera. E’ dentro di me. Ora che sono al seguito del Giro proverò sicuramente a vedere delle tappe. Non sopporterei di stare qui 3 settimane senza vedere nessuna tappa dal vivo. Ne ho già messo nel mirino alcune di montagna. Il sud è meraviglioso, il panorama è splendido, il clima è stupendo ma per me il Giro son le montagne. Nel 2000 salii sull’Izoard, ero davanti alla corsa. Salire e vedere quel muro di persone fu qualcosa di indimenticabile. La salita, la fatica, il racconto, l’epica che c’è dietro il ciclismo e poi la bicicletta: se ci pensi se pedali puoi solo andare avanti…”.

Il Giappone per Michele

“In Giappone questa settimana si chiama “Golden Week”. E’ una settimana di festa e sono venuta qui in vacanza. Sono una tifosa di ciclismo e seguirò l’inizio del Giro in Sardegna.  A me e alle mie amiche Michele piaceva moltissimo, era simpatico e quando è mancato siamo state molto, molto tristi. Abbiamo pensato soprattutto alla sua famiglia e se fosse possibile vorremmo aiutarla. Abbiamo fatto questo striscione e questa maglietta e, insieme al nostro gruppo, abbiamo raccolto una piccola somma di denaro. Ieri abbiamo chiesto all’Astana di consegnarla alla famiglia: non è molto, ma vorremmo dare un aiuto”.

La natura incantevole

“Scusatemi. Sono rimasta incantata davanti alla natura di questo posto”.

I paesaggi dell’Ogliastra

“Ieri abbiamo fatto la tappa da Olbia a Tortolì. I paesaggi sardi sono meravigliosi: la Sardegna è un paradiso terrestre. Sono luoghi incantevoli, abbiamo ancora negli occhi i paesaggi dell’Ogliastra di quando il giro passò da queste parti l’ultima volta. Potevamo avere sei, sette anni, è il primo ricordo che mi viene in mente se penso al Giro d’Italia”.

Matteo Tosatto

“Questo è il primo Giro da spettatore dopo 20 anni con il numero sulla schiena. In realtà i primi da spettatore li ho fatti da bambino. Mi ricordo il giro di Gianni Bugno, dal primo giorno fino all’ultimo in Maglia Rosa. Con quel Giro iniziai a sognare di vestire la maglia del leader della Corsa in rosa. Fino al 2000.Quell’anno vinsi a Peschici, che farà da arrivo di tappa anche quest’anno, e riuscii a coronare il mio sogno. Queste sono le cartoline più belle della mia storia al Giro. Mi auguro che anche quest’anno il Giro offra delle meravigliose cartoline per il ciclismo e per l’Italia”.

Matteo Tosatto – corridore professionista dal 1997 al 2016.

La cura

“L’abbiamo trovata in strada pochi giorni fa e non abbiamo potuto fare a meno di tenerla. Oggi volevamo vedere il Giro, non possiamo lasciarla a casa sola e ci siamo organizzati: ha la sua borsetta, il latte, che le diamo ogni 2 ore, ma proprio non ne vuole sapere. Pensavamo di restare per vedere la tappa ma dovremo tornare indietro. E’ un peccato perché era da tanto che il giro non veniva in Sardegna e chissà quando ci ritornerà, ma per prendersi cura di lei questo e altro”.

il ciclista coi 4 mori

“Sono toscano, ma mi sono trasferito in Sardegna nel 1983. Da ragazzino il giro passava spesso dalle mie parti. Ne sono sempre stato innamorato, come mi piacevano i tempi di Moser e Saronni… Qui in Sardegna purtroppo è passato raramente e allora mi consolo praticandolo. Ad andare in bicicletta ci vuole costanza: non bisogna mollare mai. Se stai 10 giorni fermo poi vai K.O.”.

La guardia della milizia tortoliese

“Io appartengo alla guardia della milizia reale Tortoliese. E’ un costume del fine ‘700, inizio ‘800. A quei tempi i nobili della guardia portavano questo corpetto rosso. Sono pochissimi i documenti storici che sono rimasti, ma per fortuna abbiamo molti quadri che rappresentano il costume e siamo riusciti a riprodurlo fedelmente. Ogni ceto sociale aveva i propri abiti e ogni occasione richiedeva un vestito particolare. Io seguo il Giro sin da quando ero bambino, oltre ad essere un appassionato mi piace il fatto che si possano ammirare tutte le bellezze che l’Italia offre. Inoltre il ciclismo è tradizione, per questo oggi mi sembrava giusto portare un po’ della nostra qui. E’ un’occasione per la Sardegna”.

La donna in rosso

“Siamo venuti apposta dalla Germania per vedere il Giro. Mio marito è un fanatico, ci ha praticamente obbligato a venire qui, e così ci siamo presi una vacanza anche per la piccolina: ha solo 11 mesi. Prima andavo parecchio in bici, praticavo un sacco di sport, ma ora è tutto più complicato”.

“La passione me l’ha trasmessa lui. Sono 3 anni che vado a vedermi almeno una tappa del Giro. Mi piacciono soprattutto le cronometro, ma oggi siam voluti venire a vedere questo arrivo in salita. In realtà noi siam di Reggio Emilia e sarebbe stato semplice vedere sia un arrivo sia una partenza, ma vederlo passare sotto casa è diverso. Andare in trasferta ha tutto un altro sapore.”

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“Siamo un gruppo di maestri e accompagnatori di MTB. Cerchiamo di portare un po’ di turismo sportivo in queste valli che in passato, forse, non erano sfruttate a dovere da questo punto di vista. Abbiamo dei territori fantastici e con dei sentieri tutti da scoprire. Ovviamente seguiamo il Giro anche se siamo in MTB, perché la bicicletta è una sola e la passione sono le due ruote. Noi insegniamo il ciclismo, non la disciplina sportiva”.

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“La nostra scuola materna è nata 100 anni fa, per cui abbiamo deciso di festeggiare il compleanno insieme al Giro. Ieri abbiamo inaugurato una pista ciclabile per i bambini, che poi apriremo a tutte le scuole della città. Nascerà un progetto di educazione stradale per tutti i bambini che potranno andare a scuola in bicicletta.”

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“Questa maglia qua era di Andrea Carrea, gregario di Fausto. Lui era di Cassano, mio papà era suo compaesano e gliela regalò. Anni dopo io e il figlio di Andrea siamo stati compagni classe”.

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“Abbiamo tanti pesci da dare in pasto allo Squalo!”.

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“Sono uno degli organizzatori de “La Mitica”, una corsa che, partendo da Castellania, vuole rievocare la prima gara che Fausto corse il primo luglio del 1937. Coppi non finì quella gara perché bucò e non aveva tubolari con sé.  Questa bici, invece, è del 1907. Esordisce oggi perché, ho finito di sistemarla da poco, giusto in tempo per fare, insieme agli altri “Mitici”, gli ultimi 18 chilometri della tappa odierna. Con noi c’erano le “Bellezze in bicicletta”, tutte in abiti degli anni ’40 e ‘50. E’ stata una bella parata.”

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“Da Bambino lo seguivo in TV. Mi appassionava Merckx, poi la mia passione per lo sport mi ha portato altrove, prima il calcio e poi il tennis”.

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“Nel 2010 lavoravo al catering della Gazzetta, durante il Giro. Ero proprio accanto a dove facevano le interviste ai ciclisti. Fu un’esperienza bellissima. Ricordo che si lavorava tanto e si dormiva pochissimo però l’atmosfera era meravigliosa, il gruppo fantastico, una festa!”.

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“E’ la seconda volta che passa di qui. Qualche anno fa riuscimmo ad andare, ma oggi non riusciamo, dobbiamo lavorare. Di allora ricordo la confusione, una bella confusione!”.

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