wip, Author at #StorieDalGiro | Pagina 12 di 16

La nostra oasi felice

“In mezzo a così tanta gente, con così poco spazio e con strade così strette, abbiamo trovato un’oasi felice.” 

Vecchio curioso

“Verso che ora arrivano?“ 

La giostra cavalleresca

“A Sulmona si fa la giostra cavalleresca. Io suono il tamburo e sono del Sestiere di Porta Japasseri. Il Giro è passato di qua la prima volta 3 anni fa ma io ero impegnata. Non sono ferrata sul ciclismo, preferisco la musica. Studio scienze della formazione, amo stare con i bambini e mi piacerebbe portare la musica negli asili perché credo possa dare ai bambini un senso di tranquillità”

Lo sport nella teoria

“Questo posto, alla fine del 1800, si chiamava “Salone dello sport”. Lo sport allora si faceva in forma teorica, se ne parlava e basta. Ancora oggi abbiamo mantenuto questa tradizione: la sera ci si ritrova, insieme agli amici ciclisti e si parla di sport, piuttosto che praticarlo. Siamo degli appassionati veri! Il ciclismo lo viviamo tutti i giorni, tutto l’anno. La bici ha un ruolo importante, come stile di vita, come insegnamento.  E’ uno sport che insegna la disciplina. Pensa alle tappe con un tempo infernale. La gente guarda l’arrivo, gli ultimi 100 metri della gara e si dimentica i sacrifici fatti per arrivarci. Sacrifici che non tutte le discipline sportive possono vantare di aver. Rappresentano un insegnamento di vita, un modo di vivere che ti rimane per sempre. A me, per esempio, il ciclismo la vita l’ha cambiata”

Cogliere il “vero” del Giro con una telecamera

“Fare il cameraman al Giro è estremamente interessante, sei a contatto con i veri tifosi di uno sport vero. Le uniche noie di solito sono dovute al meteo. La difficoltà più grande è riuscire a sistemare l’impianto tecnico in condizioni a volte estreme. Per il resto secondo me è una delle cose che un operatore deve provare, prima o poi, nella vita. Ho fatto altre esperienze nel mondo dello sport: calcio, tennis, pallacanestro, pallavolo, un po’ di tutto, ma il ciclismo è un’altra cosa. Decisamente.”

Traguardi e obiettivi

“Dall’esterno magari non si nota. Le persone sono portate a pensare che siamo fortunati perché abbiamo raggiunto un sogno, ma è pur vero che, tante volte, per questo sogno e queste fortune che abbiamo, si fanno tante rinunce. Da gennaio a oggi sono stato a casa 3 settimane. Non è facile. Nel ciclismo, come in ogni altro sport, ti poni degli obiettivi, ma spesso, per raggiungere questi obiettivi, devi fare sacrifici e ti trovi a dover mettere da parte un po’ la famiglia. Per fortuna, al giorno d’oggi, la tecnologia accorcia molto le distanze e puoi riuscire a veder crescere i tuoi figli anche dall’altra parte del mondo. Non è il massimo, però questo è il nostro lavoro. Oggi è stata una giornata di lavoro molto particolare: è nato Luis Leon, il fratellino di Greta, il mio secondogenito.” Valerio Agnoli corridore professionista e, soprattutto, padre.

Il falconiere

“Sono un falconiere del Rosone, facciamo didattiche scolastiche per i bambini, allontanamento di piccioni e gabbiani e rivisitazioni storiche e cortei. Qui al giro intratteniamo la gente per la Giostra di Sulmona”

La tradizione della falconeria

“Oggi siamo qui per far conoscere alla gente del Giro la Giostra di Sulmona. La tradizione della falconeria si perde nella notte dei tempi, si pensa sia nata quattromila anni fa in Cina. Tra tutti i rapaci che alleviamo i gufi sono i più tranquilli, li addestriamo tutti i giorni e tra noi si instaura un rapporto speciale. “

Cosa non si fa per amore

“Sono stata trascinata qui dal fidanzato. Ma ne vale la pena, per il Giro questo e altro.”

“Una volta vidi una tappa a Col Fosco, tanti anni fa, poteva essere 20 anni fa. Fu bellissimo!”

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“Questo costume è il costume tipico della Val Pusteria e si portava nelle giornate festive. Ancora oggi lo portiamo nei giorni di festa, da più di 100 anni. Oggi c’è il giro, ed è un giorno di festa. Quale occasione migliore?”.

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“Seguo il Giro d’Italia dai tempi di Pierino Baffi. Una volta lo spinsi in salita fino alla parte in piano. Facevano la Valassa, con arrivo a Vicenza. Vinse in volata”.

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“E’ la mia prima volta al giro, ma di certo non sarà l’ultima. E’ veramente la corsa più dura del mondo nel Paese più bello del mondo!”

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“Il Pordoi l’ho fatto un sacco di volte, anche l’anno che vinsi il Giro. Fignon mi staccò proprio qua. Cercai di inseguirlo. Era la terzultima tappa. Il giorno prima arrivammo a Selva. Il giorno dopo c’era Selva e Arabba. Si faceva la prima volta il Campolongo, poi da Arabba si facevano ancora i Passi. Fignon andò via. Io ero con Argentin e Baronchelli. Riuscii a contenere il distacco, poi vinsi con la cronometro di Verona. Ovviamente ricordo benissimo i giri che ho corso, ma ho ben presente anche quelli da bambino. Una volta andammo su alle 3 cime di Lavaredo. Avrò avuto 11 anni. Eravamo senza vestiti, faceva un freddo cane, d’altronde eravamo partiti da casa che faceva caldo. Quando arrivammo su cominciò a nevicare. Vinse Merckx quella volta, lo ricordo bene. Un’altra volta venimmo su alla Malga Ciapela con il pullman. La tappa non arrivò mai, perché aveva nevicato. Mettemmo su le catene e andammo su al Fedaia, passando prima dal Pordoi, perché allora non c’era la salita. Avevamo il pullman pieno di vino, che noi di Palù non ci muoviamo mai senza. Facemmo il vin brulè per tutti, fu una giornata memorabile. Una volta il Pordoi faceva da Cima Coppi quasi tutti gli anni. Credo sia stato Cima Coppi una quarantina di volte. Questa montagna è mitica!”.

 

Francesco Moser, Campione del Mondo 1977 e vincitore del Giro d’Italia 1984

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“Sono nato per vivere, non per morire!”.

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“Vengo dal Giappone, l’anno scorso sono andata al Tour, ma quest’anno non potevo perdermi il centesimo Giro d’Italia. Sono una tifosa di Peter Sagan. Non c’è al Giro? Non importa. Il Giro è uno spettacolo anche se lui non c’è!”.

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“Noi siamo delle tifose e delle appassionate. Il Giro passa sempre davanti a casa nostra. Per il noi il Giro è vita, uno spettacolo, l’inizio di stagione, trascina gente da tutto il mondo, vengono dal Brasile e dall’Australia, li senti parlare tutte le lingue. Questo è bello”.

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“Per me il ciclismo è vita. Quando pedali ti sistemi la testa, ti rilassi e ti fa star bene. E poi provi delle emozioni che negli altri sport non trovi”.

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