wip, Author at #StorieDalGiro | Pagina 7 di 16

Dalla Germania per le montagne

“Arrivo dal Mecklenburg, la regione in Germania est da dove viene Andre Greipel. Sono venuto in bici, a casa mia il paesaggio è tutto pianeggiante e vedere queste montagne è spettacolare.” 

Gli instancabili

“Veniamo da Forlì col camper e qualche tappa ogni anno ce la facciamo. Io poi pedalo ancora a 70 anni e per fortuna mia moglie è contenta di venire con me.“

Una peruviana a Belluno

“Io sono del Perù e vivo qui a Siusi, mio marito è di Belluno e ci siamo incontrati qui. Mi sembra un po’ come essere a casa mia visto che vengo dalla terra del Machu Picchu. Mi trovo bene visto che ho trovato lavoro, una casa… e anche l’amore!”

La semplicità

“Ho un lavoro a casa che mi soddisfa, produco prosecco e allevo asini che utilizzo anche come sfalcio ecologico in mezzo alla vigna. Io ho sempre fatto una vita normale, nonostante fossi un atleta, e non ho avuto problemi quando ho smesso. Mi è sempre piaciuto andare in osteria e alle feste paesane come una persona normale quando non lavoravo, forse anche per questo la gente mi vuole bene. Per questo Giro mi hanno dato l’opportunità di lavorare in TV e sono contento di rimanere vicino a questo mondo.” Marzio Bruseghin, ex ciclista professionista, terzo al Giro d’Italia 2008

Dalla Nuova Zelanda per il Giro

“Vengo dalla Nuova Zelanda e sono stato alcune volte a vedere il Tour de France. Avevo sentito dire che il Giro d’Italia era molto meglio, quindi visto che ero a Londra ho preso un volo per venire qui a vederlo dal vivo. Qui c’è molto più lo spirito vero del ciclismo. Al Tour c’è più lo show, qui ritrovo la purezza dello sport.“

Una vita in bici

”È sempre bello essere fermati per strada e firmare autografi perché la gente riconosce ancora quello che hai fatto nello sport e quello che fai nella vita attuale, questo per me è importantissimo perché la carriera da atleta è una cosa ma una persona seria nel tempo è sempre ben vista. Da quando ho smesso di correre non ho mai smesso di allenarmi, l’obbiettivo è quello di poter andare in bicicletta e fare certi giri. La bicicletta è una bella cosa se sei un po’ allenato, allora ti diverte moltissimo perché ti permette di andare a vedere posti che non andresti a vedere con altri mezzi.” Maurizio Fondriest, campione del mondo nel 1988 e vincitore della Milano-Sanremo nel 1993

50km tutti d’un fiato

“Sono arrivato qui da Belluno, saranno 50km ma è bella dura e non penso di salire fino in cima al Pordoi. Rimango qui seduto sul paracarro e aspetto, tanto qui si trova sempre qualcuno con cui scambiare quattro parole.” 

Palloncini

“Qui siamo al Colle Santa Lucia e stiamo allestendo il locale coi palloncini in attesa del passaggio dei corridori, col sole splendido di oggi possiamo star fuori fino a stasera.” 

Il navigatore in persona

“Sono un simpatizzante di Nibali ma non proprio tifoso perché sono appassionato del ciclismo in generale. Personalmente faccio 18-20.000 km all’anno su queste strade e le conosco tutte come le mie tasche. Oggi per i ciclisti sarà proprio dura ma è uno spettacolo vederli salire.” 

“Indosso questa maglia per ricordare Marco Pantani. È grazie a lui che mi sono appassionato al ciclismo. Ci sono tante tappe che ricordo con emozione, una su tutte è la salita al monte Zoncolan. Il ciclismo oltre che uno sport è un mezzo di trasporto, un ottimo modo per vivere il territorio. Sarà la soluzione ecologica del futuro.”

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“Abito a Praia a Mare. Sono qui a vedere la partenza con la mia bicicletta che mi regalarono per i miei 18 anni. Amo muovermi in bici. Mio padre è un grande appassionato del Giro e ricordo quando, da piccola, guardavo Pantani con lui. Come due anni fa, anche quest’anno l’arrivo della Corsa è avvenuto sotto casa mia. È davvero emozionante.”

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“In queste terre i limoni crescono molto bene. Quando vado a trovare una mia amica a Bergamo, gliene porto sempre qualcuno in valigia. Hanno un profumo meraviglioso! Ero tra il pubblico durante la partenza del Giro da Praia a Mare ma non sono una grande tifosa. Nonostante questo, però, amo la bicicletta.  La uso sempre, sia per andare a lavorare sia per andare a bere un caffè. Se fossi il sindaco, obbligherei tutti ad utilizzarla al posto delle macchine.”

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“Abito a Praia a Mare da sempre. In passato non c’erano molti divertimenti oltre al nostro bellissimo mare. Ricordo quando il Giro passò da qui negli anni sessanta. Fu un vero e proprio evento. Un ciclista lasciò cadere il sacchetto del rifornimento. Fu la prima volta che mangiai un panino al prosciutto.”

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“Sono una giocoliera di un teatro di strada, siamo qui ad esibirci per il Giro d’Italia con uno sketch a tema. Seguiremo tutta la Corsa, aggregandoci alla Carovana.”

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“Questa foto risale a più di 15 anni fa, eravamo appena sposati e sognavamo di aprire questo ristorante. In quell’anno il Giro arrivò a Pizzo e riuscimmo a farci immortalare con Francesco Moser. Il nostro paesino è la meta ideale per sostare durante la corsa. Qui ci si rilassa davanti al mare, tra tanti colori e gente allegra. Quest’anno siamo città di partenza e il nostro in bocca al lupo va ai ciclisti italiani. Un po’ di campanilismo non fa mai male!”

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“Ho i capelli rosa da due anni, mi fanno sentire libera. Li ho tinti così quando sono andata in pensione! Sono romana ma, appena terminato di lavorare, mi sono trasferita a Pizzo. Abbiamo già visto passare il Giro ma non abbiamo mai assistito alla partenza. Sono presenti anche i nostri nipotini che, per l’occasione, non sono andati a scuola. Oggi è festa per tutti!”

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“La passione per il ciclismo è fortemente radicata nella mia famiglia, mio nonno ha saputo trasmetterla a figli e nipoti. Mi ricordo quando, in quinta elementare, vidi una scritta dal finestrino dell’autobus: “Da qui è passato il Giro d’Italia”. Risaliva all’anno precedente, quando il Giro passò per Pizzo. Provai una fortissima emozione soltanto leggendola. Rimpiango i campionissimi del passato che affascinarono l’Italia intera. Gino Bartali su tutti, ho visto anche il film dedicato a lui.”

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“Qui a Pizzo, una volta, la maggior parte degli abitanti lavorava nel settore marittimo. Proprio come me che ho viaggiato anche all’estero, navigando per tutto il mondo. Pur non essendo un grande appassionato del Giro d’Italia, mi ricordo quanto fosse dura la corsa una volta. Rivedo i grandi campioni del passato pedalare su strade non asfaltate con i copertoni tenuti in spalla. Oggi le biciclette sono ultramoderne, si fa meno fatica.”

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