“Siamo qui da ieri sera e siamo morti di freddo in tenda stanotte. Ogni anno facciamo almeno una tappa quando passa qui vicino a casa. Il cartello del Castello di Godego lo portiamo sempre con noi, così se il Giro non passa per Godego, Godego viene al Giro.”
“Per me pedalare è una preghiera. La bici mi ha fatto ritornare ad essere un bambino normale quando persi una gamba a causa di un cancro. Il ciclismo fu il primo sport che ripresi, con un pedale adattato per permettermi di pedalare con la protesi. All’inizio pensavo di non farcela e poi non sono più sceso. Ogni giorno dell’anno io pedalo, e non è solo uno sport ma è tornare a essere un ragazzo normale. All’inizio andavo con i pantaloni lunghi perché mi vergognavo di mostrarmi. Poi col caldo estivo sono stato costretto a mettere i pantaloni corti e vedevo come fossero sorpresi. Lì ho capito che non dovevo vergognarmi della mia storia ma esserne orgoglioso. Il bello è che nel mondo siamo tanti e di ogni genere diverso, ognuno ha una sua storia, e questa varietà è un tesoro.”
“Facciamoci un selfie!”
“La passione per il ciclismo me l’ha trasmessa mio padre. Quando ero bambino sognavo la bici da corsa e quando è arrivata, la domenica mattina non vedevo l’ora di andare con lui e i suoi amici. Mi piacciono le salite perché danno sempre molta soddisfazione e si riesce ad apprezzare meglio lo sforzo atletico che fanno i corridori al Giro.” Massimo Doris, Amministratore Delegato di Banca Mediolanum
“Siamo i diavoli della salita, siamo venuti a sostenere i ciclisti in salita. Ci alimentiamo di adrenalina!”
“Sono appassionata di ciclismo e non vedevo l’ora che passasse di qua il Giro, oggi la Tappa la sentiamo nostra.”
“È un anno che ci prepariamo per ospitare il Giro e per far conoscere Cividale del Friuli e le valli del Natisone agli italiani e all’estero. Abbiamo un’eredità culturale che risale agli antichi Romani: è stata fondata nel 50 a.C. da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, da cui proviene il nome della nostra regione, il Friuli. Successivamente, l’arrivo dei Longobardi ha dato nuovo prestigio alla città che nel 2011 è stata riconosciuta anche patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Venite a trovarci!”
“Sono arrivato alle 11 di mattina con mio figlio che ha 12 anni, dopo tanti anni che vengo da solo è la prima volta che viene a vedere una tappa con me.”
“Siamo saliti da Faedis a piedi e dopo due ore siamo arrivati qui. Dal tronco abbiamo una buona visuale per fare le foto.”
“Arrivo dalla Repubblica Ceca. Sono appassionato alla draisina, una sorta di bicicletta ottocentesca, con cui ho disputato svariate gare internazionali: dal Giappone al Canada. Sono sempre alla ricerca di sfide e oggi rendo omaggio a un grande combattente del passato. Eccomi, sono Napoleone!”
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“Faccio parte di un gruppo teatrale che porta in scena le rappresentazioni religiose legate alla passione, morte e Risurrezione di Cristo. Visto che quest’anno il Giro è partito da Gerusalemme, mi sono vestito da Erode che era il re della Giudea. Vidi il mio primo Giro d’Italia nel 1973, quando i miei genitori comprarono il televisore. Lo acquistarono proprio nel mese di maggio. Da allora seguo in diretta quasi tutte le tappe. Sono davvero appassionato.”
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“Sono un pensionato e ogni giorno vengo in piazza per godermi la sua tranquillità. Qui mio nonno, appassionato di politica, teneva molti comizi. Ai suoi tempi in mezzo alla piazza c’era un lampione poi, nel 1956, hanno costruito questa fontana. Quando ero piccolo andavo in bicicletta lungo queste strade; non perché mi piacesse molto ma era uno dei pochi giochi a disposizione. Oggi c’è molta gente per il Giro d’Italia e vedere quanto sia cresciuto l’amore dei bambini verso la bici mi colpisce molto.”
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“È la prima volta che vediamo dal vivo il Giro d’Italia. Siamo onorate di averlo qui a Caltanissetta. Abbiamo ospiti a casa, venuti qui per vedere la Corsa. Ci siamo svegliate all’alba per cucinare: polpette al sugo e melanzane panate. Così adesso siamo libere per vedere il Giro. Inoltre stasera ci sarà anche il rito della Madonna Pellegrina di Fatima. Un’occasione in più per stare insieme e mangiare in compagnia.”
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“Siamo appassionatissimi di ciclismo e molto orgogliosi di vedere la corsa passare per Caltanissetta. Il Giro regala sempre emozioni intense. Ho diversi ricordi legati a questa manifestazione. Su tutti spicca il ricordo di Marco Pantani. I suoi scatti in montagna hanno lasciato senza fiato l’Italia intera. Oggi tifo Giovanni Visconti, siciliano come me e stringo le dita per il mio amico Damiano Caruso che sarà impegnato nel prossimo Tour de France.”
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“Non sono un tifoso del Giro d’Italia ma oggi tra il pubblico ci sono anch’io con la mia bicicletta.”
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“Mi ricordo quando, anni fa, il Giro passò per Agrigento. Io ero piccola e lo vidi dal vivo con i miei genitori. Il bello del ciclismo è questo: non c’è bisogno di andare in un palazzetto dello sport, è lui che viene a casa tua. In questo modo si crea turismo e le città vengono valorizzate agli occhi di tutto il mondo.”
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“Questi costumi ricalcano gli abiti siciliani di fine Ottocento che venivano indossati in occasioni particolari. Facciamo parte di un gruppo folkloristico che porta in scena balli e canti della tradizione agrigentina per farli conoscere ai turisti. Ci esibiamo spesso, soprattutto durante le feste locali come la Sagra del Mandorlo in Fiore che si svolge tra febbraio e marzo.”
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“Siamo canadesi ed è la nostra prima volta al Giro d’Italia. Ci siamo sposati a dicembre ma abbiamo posticipato il viaggio di nozze per poter essere in Italia in concomitanza del Giro. Seguiremo molte tappe, sfruttando l’occasione di assistere alla gara e, contemporaneamente, visitare luoghi bellissimi di questo Paese.”
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